Se non ci provi hai Perso ancora Prima di Partire !!!
E se arrivi in fondo, hai Vinto Sempre e Comunque.

Beppe GM & Gert dal Pozzo

lunedì 3 ottobre 2011

TRAIL DEGLI EROI




Ci sono gare che non sono semplicemente corse in montagna, sono decisamente qualcosa di più,  una cavalcata tra emozioni forti e anche inaspettate.
L’organizzazione mi ha chiesto la disponibilità ad accompagnare Mauricio, giovane dottore che viene dalla lontana Argentina, è ormai da 3 anni in Italia e fa il ricercatore all’università di Bologna, è un ragazzo simpatico e curioso del mondo, ha sulle spalle qualche allenamento e un lungo su asfalto di soli 22 km è speranzoso, ma anche preoccupato… ed io più di lui, da 22 km a 46 km con 2.400 metri d+ non sono uno scherzo ci sarà da divertirsi.
Assieme a Mauricio Nima dottore ricercatore pure lui venuto a Bologna dal lontano Iran che a correre non ci pensa nemmeno si limiterà a fare il tifoso e il turista, saggi in Iran.
Arriviamo in auto in quel di Borso del Grappa, Fedele da Prato ci ha raggiunto a Bologna e  assieme abbiamo proseguito il viaggio fino a qui. Non c’è tanto da scialare la partenza è alle 6 quindi sveglia alle 4 del mattino in pratica pasta party e a letto con le galline il pregara degli aspiranti eroi.
La mattina siamo tutti lì in 250 a vivere la solita allegra frenesia d’inizio gara poi via si corre il primo km in plotone nel buio illuminato dalla frontale, ci hanno già avvisato a breve si svolterà a destra su per un ripido single track dove è vietato sorpassarsi e sarà così per almeno 3 km.

Foto by
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Saggiamente abbiamo lasciato sfilare i più veloci, praticamente i 3/4 del plotone Sorrisoinutile fare da tappo a chi và più forte di te, poi il sentiero il numero 100 s’inerpica sulla montagna ripido a zig zag, una via decisamente stretta che non lascia respiro, sorpassare è veramente impossibile si rischia di buttare il “sorpassato” a valle per un ritiro definitivo.
Questo sentiero in alcuni tratti è decisamente esposto ed è incredibile oggi quello che riesco a fare quasi con serenità, mi preoccupano i sassi che vengono scaricati a valle da chi sta sopra di me ogni tanto qualche pietra rotola in basso verso la fila dei soldatini, ma tutto fila liscio.
Si chiacchiera con Alessandro e si pensa a quei ragazzi che ormai 100 anni orsono, con zaini da 20 kg in spalla, arrancavano su quegli stessi sentieri e si scherza sulla nostra attrezzatura ipertecnica.
Finisce il sentiero da brivido e anche il costante  batticuore da sottile “cagamento” costante se ne và si entra in un accogliente bosco e in breve si arriva al primo ristoro, detto il tempo a Mauricio mi sento responsabile nei suoi confronti, lo invito e bere spesso e a ricaricare il camel bag nei 4 punti di ristoro prestabiliti.
Improvvisamente il prato in cresta e sotto un paesaggio mozzafiato Bassano, i colli Euganei là in fondo pronti per Aprile…. e lassù si vede il Sacrario la nostra prima meta sulla cima del Grappa a 1.774 metri.
Dopo una ripida salita tra i prati arriviamo, abbondantemente dentro il cancello, ai primi scalini del tempio.
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Entro in silenzio in punta di piedi e attraverso il sacrario con  i resti di 22.910 soldati, austroungarici e italiani ora riposano qui …. è un 'emozione violenta mi è venuto un nodo alla gola e le lacrime mi hanno riempito gli occhi, molti attorno a me hanno i nonni inghiottiti dalla mitraglia e molti come me hanno gli occhi lucidi, me li sono visti davanti, 17/18 anni, figli del ceto povero, probabilmente molti unico sostegno per le loro famiglie, mandati lì a morire.
Eroi? Probabilmente sì... sicuramente vite spezzate da una storia che non ci insegna nulla.
Scesi i gradini del sacrario il secondo ristoro pieno alle borracce e via per una veloce discesa cerco di frenare Mauricio, “lè lunga” gli dico, ed è così io lo so bene che i conti si fanno al 35 km quando le energie svaniscono.
Poi veloci saliscendi tra prati da favola e traversi su ghiaioni ci portano al Monte Pertica e al colle del Finestron…. che spettacolo le dolomiti tutte lì a farsi passare in rassegna dallo sguardo di chi come me è poco abituato alla montagna mi sembra di vedere un atlante peccato non riconoscere quelle cime.

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Poi il terzo ristoro con un paio di ore di vantaggio sulla mannaia del cancello, sto benissimo mi sono finalmente alimentato in maniera oserei dire perfetta un mix di frutta secca con banane, albicocche, uvetta e pezzetti di magico parmigiano reggiano, siamo ancora tutti lì in gruppo io Alessandro Mauricio e Fedele autentici tapascio trailer lenti sì forever, ma mai domi Occhiolino
Poi dopo aver trangugiato due bicchieroni di coca-cola elisir di lunga corsa, iniziamo la discesa che ci porterà al quarto ed ultimo ristoro a 9 km dall’arrivo, tra lazzi e sollazzi e saliscendi che macinano energie ecco l’ultimo controllo da dove parte quella che sarà l’ultimo pratone per poi immergersi in un bosco molto bello dove dopo l’ultima ripida salita ci si torna ad immergere nella storia correndo lungo le trincee della Grande Guerra, qui qualche sosta è obbligo, leggiamo la cartellonistica che spiega l’orrore di quei giorni per poi buttarsi per la discesona finale la curva dell’altimetria non lascia spazio all’immaginazione.
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Mauricio è silenzioso e stanchissimo è stato bravissimo, ma ora è il momento di stare molto concentrati bisogna dire alle gambe di alzare i piedi e spesso queste non ne vogliono sapere si può inciampare facilmente e farsi male.
Il sentiero è strettissimo e fortemente in pendenza, un fondo sassoso e poco stabile io stò benissimo e detto il ritmo sempre di corsa con qualche sosta per far sbollire le ginocchia roventi…. vietato cadere non è igienico esorto il neo trailer italo argentino a mantenere la concentrazione e solo una volta inciampa malamente per fortuna senza danni.
https://www.facebook.com/fedele.lepore
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Poi finalmente si spiana la strada  e presto si costeggia strade “amiche” a destra e a sinistra pareti di roccia verticali ospitano arrampicatori domenicali che trovano il tempo per incitarci, poi lo striscione e l’arrivo dopo 8 ore e 35 minuti tutti assieme io Alessandro Mauricio e Fedele attardato di pochi minuti, e non siamo neanche ultimissimi, ma quello che conta è lo stato generale dell’insieme io sto benissimo e la cosa mi fà strafelice.
Vedere la felicità negli occhi di Mauricio è come ricevere due medaglie… baracolla un pò, ma è stato tosto ha vinto la crisi ed è arrivato in fondo…. grande !!!
Per la cronaca i primi due sono arrivati tenendosi per mano, ci hanno messo 4 ore e 35 minuti autentici marziani
5’ 55’’ minuti/ km   10,14 km all’ora  i MARZIANI
11’ 04’’ minuti/km  5,42 km all’ora  NOI i tapasciotrailers
In pratica ancora un pò e ci doppiavano Sorriso
Ai ragazzi dell’organizzazione ho da dire solo una cosa:
Mi avete fatto divertire.... mi avete fatto commuovere...mi avete regalato una fantastica giornata.... ottimo lavoro ragazzi, ma uno cosa può pretendere di più dallo sport che ama.
Buone corse tra i boschi

lunedì 19 settembre 2011

ECOMARATONA DI PANTELLERIA

Pantelleria, era da qualche anno che pensavamo a questa meta per trascorrere le nostre agognate ferie, e conoscere la Tiziana, palermitana doc, al TA di Venezia ha dato lo spunto.

Sentire parlare la Tizi della sua isola d'adozione è stato illuminante ed unire la vacanza all' Ecotrail di Pantelleria è stata una scelta senza indugi, non ho avuto neanche bisogno di parlarne alla Crucca, tanto l' approvazione era scontata.

E così ora dopo tre settimane pantesche sono qui a provare a mettere in fila i ricordi.

Pantelleria mi è piaciuta subito a pelle, sarà perché appena sbarcati dall’aereo si ha la sensazione di essere in un isola vera non martoriata dal turismo di massa, ma abitata e vissuta da isolani veri che sfruttano un territorio aspro e difficile da coltivare, ma che regala prodotti unici e genuini ricchi di sapore.

Questa isola è mare azzurro e  verde smeraldo, bellissimo e difficile da raggiungere difeso da colate laviche che arrivano a lambirne le onde, a volte si ha l’impressione di camminare su colate appena appena raffreddate, che disegnano forme contorte e frastagliate.

Questa isola è verde come i suoi boschi che coprono la montagna che arriva a 800 metri. Questa è l'isola del cappero, suo ambasciatore nel mondo che è diffuso un pò ovunque, lo puoi trovare coltivato lungo i muretti di confine dei terreni o abbarbicato a una parete rocciosa a picco sul mare.

Questa isola è cucina sopraffina semplice nei suoi ingredienti ricchi di sapore e…. azzo come mi manca  è il classico posto dove andrei a vivere senza indugio.

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E poi c’è l’ Ecotrail gara magnifica che ci ha permesso di conoscere tutta l’isola percorrendola in lungo e in largo per 45 km con i suoi scorci a pagare della fatica perchè questa non è una gara semplice.

Si sale su single treck impegnativi e si scende per veloci discese su pietre laviche spesso instabili otto ore di fatica assolutamente ripagata... il lago di Venere visto da lassù assieme a Giorgio e Franco compagni d'avventura fino a quando non sono esploso, la diagonale che tagliava in alto la Balata dei Turchi e là sotto il mare verde, azzurro e bianco con la schiuma che sbatteva sulla sua scogliera nera.

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La partenza dal  faro di Punta Spadillo poi il Lago delle Ondine la salita alla montagna Grande il Monte Gibele la balata dei Turchi e il ritorno verso il faro di Punta Spadillo dove sbucando tra le rocce laviche nere che sembrano appena raffreddate passi sotto il gonfiabile ... io naturalmente da buon ultimo :-)

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Bravissimo Aldo organizzatore e tracciatore con i controfiocchi, addirittura la bandella gialla che segnalava l' eventuale errore di percorso.

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Ottimo il tempo se sbuca il sole a mio parere saltano il 50% degli iscritti. Un pò da rivedere la gestione dei ristori scappati via scordandosi l' ultimissima la Crucca 10 km senza acqua ... vabbè può succedere.

Ve la consiglio ragazzi perchè è un Trail vero più che Eco e rimane nel cuore.

Dante

giovedì 18 agosto 2011

Cerrado, close , chiuso ….. per ferie

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Mi sparo un’immensa vacaciones  compresa di  Ecomaratona in quel di Pantelleria…. come direbbe il Mitico Jane in romagnolo stretto… “Acvidin” companeros

Dante Buena suerte a todos

lunedì 8 agosto 2011

39° La Camignada poi Siè Refuge

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Ne avevo sempre sentito parlare e sempre solo bene, quindi è venuta anche il suo turno e quest’ anno ci siamo iscritti alla più che testata CAMIGNADA dei 6 rifugi, 39 edizioni non sono uno scherzo e ad andare a vedere le vecchie foto dei primi anni di questa gara quasi non ci si crede, fà un certo effetto quegli atleti in bianco e nero… e poi neanche troppo atleti, ma semplicemente gli abitanti di quel territorio che si camminavano in festa i loro splendidi sentieri.

Alle 8e15 della 39°edizione eravamo li io la Crucca assieme a 1.000 persone a cercare di capire come vestirsi guardando in faccia le tre cime che hanno giocato a nascondino con le nuvole per tutto il tempo della gara.

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foto by FEDELE


Cosa dire che già non sia stato detto nelle precedenti edizioni.... beh ! In primis la presenza al via del mitico malandrino Rundiamo che per la prima volta in assoluto sfoggiava due bastoncini fantastici con clacson a trombetta che faranno sicura tendenza per il 2012 :-)

A parte gli scherzi tanti gli spiriti trail presenti e tanti i partecipanti a questa gara con l'abbigliamento più variegato che abbia mai visto in un trail (se di trail si tratta) dalla scarpa da tennis allo scarpone da montagna, dalla canotta traforata al pantalone invernale.


Le dolomiti sono una garanzia meravigliosa mi rimarranno negli occhi quei meravigliosi traversi che tagliano i ghiaioni fino alla forcella di Cengia e dopo il rifugio Comici la croda di Toni e la mitica discesa della Val Giralba , meravigliosa 12 km o forse piu' di salti e slittate, scivolate senza danni, per fortuna, clamorose atterrate di chiappa (due per l'esattezza).

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Oggi ho un male boia ai muscoli del culo, sono indolenziti sia a dx che a sn e giuro che non ho commesso atti impuri :-) sarei curioso di sapere che indice sia il male ai muscoli del culo dopo una discesa, buona tecnica ? O tecnica scarsissima con poco allenamento... propendo per quest'ultima.


Cosa ha funzionato ?


il percorso unico con le 3 cime padrone di un panorama incredibile che mi emoziona solo agirare gli occhi, inimitabile a prova di cinese, le dolomiti non riusciranno a duplicarle... o no ? La partecipazione di tanti runner e camminatori, i volontari e tanti i ragazzini che ho visto correre e arrancare sui sentieri, all'arrivo un bimbetto di anni 6 gli ho dato il cinque e dovevate vedere l'orgoglio e la grinta per la sua gara.


Cosa mi è piaciuto meno ?


28 Euro per l'iscrizione forse un po' troppo cara per un misero pacco gara, oltre i 5 euro per il passaggio corriera mi sembra un po' troppo, ma è un mio pensiero che puo' non essere condiviso.
Il pattume a terra dovunque dopo i ristori e che diamine :x le bucce di banana poi, ma prendi la banana sbucciala e butta nel pattume cosa ci vuole mannaggia, cartine e bicchieri che si muovono al vento perdendosi lungo i ghiaioni ... orribile.


Ringrazio della compagnia Fedele e Rundiamo compagni d'avventura e brava anche la Crucca che nonostante lo scarso allenamento è arrivata in fondo col sorriso dei giorni migliori.

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L’ arrivo della Crucca foto by Fedele,  la più bella come dice lui…. ed io sono d’ accordo Occhiolino

Si…. ci tornerò e stavolta le tre cime le vorrei al sole.

Dante

lunedì 1 agosto 2011

2012 pensiamo in grande

Già perchè no ? Pensando in “grande” si alimenta l’anima e si dà carburante alle aspettative… e allora facciamolo… perchè limitarsi in partenza come diceva il mitico Otto Grunf che i piu’ vecchi ricorderanno :-)  componente del  gruppo TNT di Alan Ford, (mamma sembra preistoria)

“ Chi vale vola, chi non vola è un vile”

Ed allora voliamo, anche se solo con il pensiero e programmiamo il futuro:

Eco-Trail de Paris Ile-de-France®  naturalmente la versione da 80 km, mi sembra giusto allungare e a 70 ci siamo già arrivati ….

L’insana idea nasce leggendo qua e là i pensieri di altri trailers Bloggatori, funziona così… il verme si insinua e inizia a lavorare lentamente poi si trasforma in farfalla  e libera nell’aria il pensiero assassino e voilà il gioco è fatto, due clicchi e là due lì  e sei già nella home page dell’ Eco trail de Paris in attesa che partano le iscrizioni.

E  l’adrenalina inizia a scorrere al solo pensiero, a me piace il pregara ad iniziare dal momento che si genera nel neurone l’idea della gara, ora a fine Agosto, quando anch’io mi farò le mie immeritate ferie, non mi rimane che stendere l’ennesima tabella …e faticare aspettando e fantasticando di questa nuova avventura.

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Chi vivrà vedrà e per dirla alla Grunf  “ Marciare per non marcire”    :-) 
Dante