Se non ci provi hai Perso ancora Prima di Partire !!!
E se arrivi in fondo, hai Vinto Sempre e Comunque.

Beppe GM & Gert dal Pozzo

mercoledì 21 marzo 2012

Una splendida cavalcata

ANTEFATTO

Si poteva partire peggio ? A pensarci bene la risposta è sì .... stavolta si poteva anche non partire… ci siamo andati molto vicino e il forte odore di crema per massaggi che arriva al mio naso in questo momento di attesa in sala d'aspetto ne è testimone.

Oggi ultimo massaggio "riparatore",sempre che ci sia possibilità di riparare questo benedetto bicipite e la sua fottuta contrattura.

Vabè quel che è stato è stato... ora mi attende l'avventura... e che avventura... saranno 80 km verso Parigi e la sua torre di ferro, ma soprattutto sarà una sfida, una favolosa sfida io e la mia pessima preparazione…io e il mio disastroso stato fisico.

E mettiamoci anche il morale scivolato sotto il culo della rana per motivi che con il mio hobby del cuore hanno ben poco a che fare e abbiamo fatto il pieno.

Mi è sembrato di capire che al via saremo in più di uno malconci e l’unione farà la forza… almeno spero.

Domani si viaggia verso Paris e il suo Ecotrail quindi a domani Paris …

bonne chance à moi ... et l'âne .... baleine en espérant ne pas mettre de la merde oh !, ma quanto è bello scrivere cazzate con google translator :-)

PRIMO APPROCCIO

Ed è finalmente Paris e la possibilità di scaricare finalmente la testa da tutta questa tensione data dal lavoro che fatica ad andare… sono solo e un pò mi spaventa, io condivido i miei viaggi con la Crucca da sempre e un pò mi manca già.

Arrivo a Parigi in meno di due ore, ma dopo l’atterraggio ci vuole un ‘altra ora per riuscire a parcheggiare l’”avion” entro in un aereoporto abbastanza grande da perdersi e infatti ci riesco agevolmente Sorriso. Un cartello illuminante mi aiuta a capire “non pensare tutti i treni portano a Parigi” e infatti entro nel primo a caso e con grande culo sbarco felice dopo un ‘ora e mezza di RER, il treno che gira per tutta Parigi, davanti al mio albergo insomma quella che a Bologna chiamano “BUSONATA” .

Poi arriva anche la Barbarella in compagnia di Max e della sua compagna, già mi sento meglio in compagnia è un ‘altra cosa , riusciamo a pagare 23 euro un piatto di pasta al pesto e poi ci fiondiamo a letto tra treni e aerei siamo tutti cotti.

Il giorno dopo è fatto di una bella passeggiata per Parigi, contenuta nei km per non sfiancarci poi alle 18 tutti allo stand dell’Ecotrail de Paris. L’appuntamento è con tanti “spiriti trail” per vederci ritirare i pettorali e limare i piani di battaglia c’è Mau Raffaella, Mark (il gallese di Monghidoro Bologna), Nico, Rudy, Alchi, Stefano, Catena e altri ancora, si decide di vederci il giorno dopo alla partenza di Base di Loisirs.

La mattina usciamo dall’albergo come novelli gladiatori pronti alla sfida, ho seguito l’istinto ed ho deciso di usare le scarpe nuove della brooks minimaliste e leggerissime è da 5 mesi che cammino tutto il giorno con scarpe simili e sembra di avere buone sensazioni di ritorno, tendini poco appesantiti meno male alla pianta dei piedi è un percorso “rulant” poco tecnico quindi si può osare…e oso.

Lasciamo la Barbarella alla sua 50 km ed io e Max ci avviamo alla partenza dell’ 80 km, faremo due gare completamente diverse Max è uno che và forte per davvero io lotto per arrivare.

Il parco è meraviglioso e sono tanti i trailers che scendono dagli autobus e convogliano verso l’area della partenza, la solita allegria che serpeggia in questo bell’ambiente, io ho trovato Mark e stabiliamo che assieme proveremo ad arrivare in fondo acciaccato con acciaccato…. ci sta….. e Mark è un ‘ottima compagnia.

Parto con uno zaino strapieno come a solito, a me piace avere un cambio completo oltre la materiale obbligatorio e l’acqua due borracce per un litro in totale, circa 3/4 kg.

I giovani guerrieri Masai seguiranno la preda e col loro passo leggero e inesorabile la sfiancheranno correndo per ore e ore nella savana.

LA GARA

La corsa si snoda all’interno del parco è veramente bello correre tra famiglie in pieno picnic che si stanno chiedendo chi sono quel branco di matti che zaino in spalla si avvitano per lo sterrato, ho pensato di fare un passo lento per non forzare in nessun modo la coscia e non sentire il morso della contrattura, ho il garmin e mi piazzo a 7’ 00’’ al km tra salite, ristori e quant’altro si arriverà ben oltre, parto assieme al guerriero Mark con caviglia malconcia.

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Passano i km e si lascia il parco arrivando al paese dove siamo scesi con la metro sono già scivolati via 7 km e iniziamo a correre la prima collina ora s’inizia a fare davvero, ho ai piedi delle scarpe mai usate le Brooks Pure Grit leggerissime autentiche pantofole da corsa, mi sembra un ‘ottima scelta per il momento, un attimo di distrazione e Mark cade storgendo la caviglia malandata … perfetto la cura giusta.

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I km scorrono veloci su strade sterrate e sentieri 1 5 – 16 – 17 km… arriviamo a BUC primo ristoro da lontano la musica di un gruppo e tanti trailers a riempire borracce e mangiare… c’è di tutto ci aspettano 23 km senza piu’ niente nè mangiare nè bere.

Ho con me frutta secca, albicocche liofilizzate e formaggio parmigiano e cerco di mangiare spesso e regolarmente bisogna alimentarsi bene per non finire la benzina.

Al km 33 incontriamo Fabrizio, ci sente cazzeggiare in italiano e ci chiede di unirsi al gruppo, certo che sì il gruppo si sta infoltendo Sorriso.

i giovani guerrieri non vedono la preda, ma sanno che prima o poi ne sentiranno l’odore e che apparirà davanti ai loro occhi così come è comparsa agli occhi dei loro padri e ai padri dei loro padri

Poi imbranchiamo anche Bebo amico di Fabrizio partito un pò troppo forte e anche lui si unisce al passo imposto da me e Mark, è tutto un saliscendi continuo, non salite particolarmente lunghe o ripide…. però tutte camminate ci posizioniamo su un continuo correre e camminare e in quattro ce la passiamo perfettamente, passano 23 km prima del ristoro con sola acqua io arrivo con la gola secca.

Ci prendiamo un po’ di tempo sono già 45 i km percorsi sto perfettamente, nessun dolore a gambe o altro …. non ci avrei scommesso uno scellino,tolgo la roba sporca e sudata e via… pronti a ripartire ho già infilato la frontale in testa, ma è presto ci si vede ancora, appena partiti per la prima volta la vediamo la Torre è là lontana in mezzo alla città, la visione alza il morale e i Masai si lanciano verso la notte che sta arrivando.

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ed improvvisamente sentono l’odore della preda e più in là nella Savana per la prima volta in lontananza la vedono … ora lo sanno … ora ne hanno la certezza…. la belva sarà domata.

La stanchezza arriva, bisogna tenere duro Mark ha male ad un ginocchio e mi consiglia di allungare a me l’idea non piace, ma capisco che correre in continuazione soprattutto in discesa col male addosso non è cosa buona … decido di allungare piano piano per poi magari ritrovare il mitico gallese al ristoro dei 55 km.

Cado inciampando in una radice e con questo siamo caduti tutti e quattro, ma stiamo procedendo uniti tengo sempre io il ritmo alternando momenti di cammino piuttosto spedito a momenti di corsa Bebo ha i crampi, ma tiene duro e così percorriamo interminabili rettilinei in mezzo a boschi di faggio interrotti da strade cè sempre qualcuno che nonostante la notte incita Allez, Allez, bon Courage, bravò, bravò.

Abbiamo già la frontale accesa, e la velocità con la notte è calata di molto, poi arriva il ristoro dei 55 km con tutto ciò che uno può volere da un ristoro; salame, brodo caldo, the caldo, coca cola…. insomma, energia fondamentale.

Quando ripartiamo nella notte, oramai fonda improvvisamente ci appare la Torre Eiffel tutta illuminata da mille lucine intermittenti …. spettacolo.

FINALE

Incredibile avrò corso per decine di km eppure ne ho ancora, entriamo da uno stretto cancello nell’ennesimo parco al 63° km chiedo ai ragazzi di fare il ristoro del 67 km velocemente fermarsi adesso per me non è bene i muscoli s’induriscono e dopo è dura rimettersi a correre, mi seguono e velocemente arriviamo al 71 km la torre è là abbiamo un’ ora e mezza di vantaggio sul cancello … ora lo sappiamo… arriviamo di sicuro.

Il resto è festa stringiamo i denti l’unico che rallenta è Bebo ha crampi e non vuole rischiare di non arrivare ci urla di andare lui cammina con calma e fà bene a non rischiare.

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Poi gli ultimi ponti e scalini, scendere e ancora salire, ed infine…. ci troviamo sotto la torre di ferro illuminata, commossi, tra gente che urla manco fossimo i primi, un signore distinto ci consegna il mitico e sudato biglietto d’accesso agli scalini.

Li faccio tutti, uno a uno godendomi questo fantastico momento fino lassù al primo piano dopo 11 0re e 36 minuti di una stupenda cavalcata.

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Stanco, ma immensamente felice contro ogni avversità ho domato la “tore de fero” e lo abbiamo fatto tutti e quattro aiutandoci uno con l’altro.

ed ora vinta la belva i giovani guerrieri si godono il riposo attorno al fuoco raccontandosi storie di caccia e favoleggiando sulla prossima avventura.

Abbots ora tocca a te

Dante

sabato 10 marzo 2012

CRASH !!!!

E’ quando tutto va troppo bene che devi tenere alta l’attenzione…

E così andò, nel più classico allenamento sull’argine dell’amato Reno in una piccola progressione di neanche 1 km, così per variare un pò il passo, tanto ho spinto che per la prima volta nella mia giovane vita da runner zac !! Mi è venuto un improvviso  indurimento alla coscia destra … sentenza del fisioterapista non si corre finchè non passa tra massaggi e un pò di Tecar…. e siamo ad una settimana esatta di stop assoluto in lento miglioramento.

Addio 6 ore di Venezia, non vado neanche a vedere…. patirei da morire vedere gli altri girare per il parco San Giuliano , il mio obiettivo è salvare Parigi ed il suo trai.

Sono un pò in ansia, sono 80 km ed io ho fatto una preparazione non all’altezza, tra neve e danni muscolari mi sono fregato parecchi km, ma non riuscire a fare questa Eco de Paris sarebbe una grande botta al morale devo assolutamente rialzarmi da terra.

Confido in quel pò d’esperienza che mi sono fatto nei miei Ultra e spero tanto nella testa e nell’aiuto  che mi potranno dare  i compagni di viaggio verso la grande torre di ferro.

Oggi provo un piccolo test, corsetta lenta per saggiare lo stato di fatto, al minimo accenno di dolore stop e a casa con la coda tra le gambe.

Mi mancava l’esperienza del danno fisico serio a ridosso di una gara a cui tengo molto e quindi ci stava anche questa :-) ….. affrontiamola vecchio runner e usciamo vincitori.

Meno 12 gg all’Ecotrail de Paris … chi vivrà vedrà.

Dante 

mercoledì 15 febbraio 2012

Inverno …. troppo inverno

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Se qualcuno mi viene vicino parlandomi di siccità me lo mangio, non se ne può più…. quest’anno a Bologna l’inverno è arrivato per davvero ed erano anni che non si vedeva tanta neve in città e dopo la “dama bianca” zac dei meno 14 °C che hanno messo in ginocchio pure la mia macchina col gasolio gelato.

Vabbè l’inverno ci stà… fino a prova contraria fa parte delle quattro stagioni, però rimanere in forma ed essere costante con gli allenamenti in questa stagione è un’ impresa titanica ….. durissima.

Si va dal passo pattinato con fantastiche movenze fantozziane sul ghiaccio vivo della pista ciclabile a corse con affondamento in 40 cm di neve fresca e conseguente fatica abnorme.

Fatto sta che della mia fantastica tabella PRO ECOTRAIL DE PARIS rimane solo carta straccia…e mancano solo 5 settimane al via …. aiuutooooo !!!!!

Spero che sia vero quello che in tanti asseriscono e che io condivido “dove non può la gamba può la testa”perchè altrimenti sono cavoli amari arrivare in fondo.

Intanto finalmente ieri si è ripreso a correre con un minimo d’aderenza, ma tanta e tanta fatica mah !!!

Formalizzato anche l’ultimo lungo da perfetto incosciente, anche se chi me l’ha suggerito ha garantito sulla scelta, iscritto alla 6 ore di Venezia, la mia primissima esperienza in un criceto running dentro al Parco di San Giuliano a Mestre, sono troppo curioso.

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Il programma delle ultime due settimane me l’ha suggerito il grande Darta, che di km sotto i piedi qualcuno ne ha:

In due settimane fai:
6 h a Venezia
Mercoledi o Giovedi a scelta 1 oretta tranquillo per recuperare
Venerdi 1 oretta
Sabato 1:30
Domenica 2 ore
Poi Martedi e mercoledi 50 minuti soft e poi prendi l'aereo e parti!

E se lo dice lui bisogna crederci … e noi lo crediamo :-)

Dante

martedì 31 gennaio 2012

Artrite cervicale…. fottiti.

Arrivo alla Ronda Ghibellina dopo un periodo fantastico, naturalmente riferito a ciò che più amo, cioè il correre e divertirmi correndo, perchè per quanto riguarda “lato lavoro” vabbè stendiamo un velo pietoso…. momentaccio.

Ma naturalmente mai fare i conti senza l’oste, e patatrac ad una settimana dalla mia prima 40 km del 2012 … la cervicale s’incazza, e quando lo fa la mia sono dolori.

Il danno che questa infiammazione mi procura ultimamente non è dei piu’ simpatici , in pratica io di punto in bianco perdo la padronanza visiva, e un flash velocissimo d’immagini mi passa velocemente davanti agli occhi roteando a piacere o da destra a sinistra o dall’alto al basso … fantastico Sorriso effetti speciali…. se non fosse che mi capita anche quando guido la macchina, magari ai 130 in autostrada e per 10 secondi io non vedo niente naturalmente rettilineo o curva che sia o magari sorpassando un amato TIR.

Per farla breve al terzo attacco consecutivo in tre giorni, opto per il pronto soccorso ed armato di pazienza mi siedo e aspetto il mio turno non ho urgenze ed è giusto così… mi fanno un infinità di esami TAC, vista, udito…. e tutto per fortuna risulta negativo … ad esclusione della mia artrite cervicale da simpatico incidente stradale di 30 anni fà, infiammata in maniera monstre con probabile pressione su qualche nervo che non ne vuole sapere.

Per farla breve questa è un’ infiammazione seria, che può dare anche questi disturbi, ma alla domanda cosa posso fare per curarmi la risposta è un laconico scuotimento di testa accompagnato da un ehhhh !!! Ahhhhh !!!! Mahhh !!! Insomma se ce l’hai mò te la tieni… però bisogna farlo controllandone l’andamento, quindi subito per risolvere il problema immediato 6 punturoni di OKI + miorilassanti muscolari poi… massaggi e agopuntura così consiglia lo Sciamano, io avrò in vita mia preso 3 volte un antiinfiammatorio.

Arrivo alla Ronda alla sesta ed ultima puntura e dallo stato di forma ottimale, mi trovo ridotto ad uno straccio anche raffreddato e stranamente stanchissimo :-(.

Naturalmente parto lo stesso… ma al km 10 avevo la percezione di avere scalato il K2 …. decisione immediata e ritiro… saggio.

Per la prima volta in tanti anni mi fermo in una gara, e lo faccio senza ombra di dubbio, e pensare che per un momento ho anche pensato “Stà a vedere che tutte quelle medicine sono anche dopanti e vado velocissimo …. truffatore dopato” , mai niente di più falso.

In verità i miorilassanti fanno il loro sporco lavoro, ma dei miei poveri muscoli rimane ciccia priva di forza :-).

Morale il primo vero test del 2012 è stato toppato clamorosamente, e non ho indicazioni reali per capire come sto andando quindi…. appena sto meglio ci si riprova, bisogna essere consapevoli dei propri limiti e non intestardirsi, magari facendosi veramente male, è uno dei primi insegnamenti colti da questo sport…. avanti la prossima….. e se qualcuno sà come curare l’artrite cervicale si faccia avanti sarà mio amico per l’eternità, e non raccontatemi che si può curare solo con la reincarnazione… lo sò già .

"Tiremm innanz!" diceva, mi sembra un patriota repubblichino, davanti al plotone d’esecuzione…. e se lo ha detto lui, che stava perdendo tutto, ben lo posso dire io che ho perso solo una, anche se sempre meravigliosa corsa tra i boschi.

Dante

lunedì 16 gennaio 2012

TA te la dò io Venezia 2012

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Ci sono giornate di corsa che nulla hanno a che fare con i cronometri o con le piccole grandi soddisfazioni legate alla prestazione, questa è una di quelle…

Oramai da tre anni o giù di lì, i ragazzi veneziani, si adoperano per creare questo evento e il “Te la dò io Venezia 2012”, ridendo e scherzando, ha radunato 100 persone con il solo scopo di farle divertire e conoscere Venezia scoprendola di corsa.

E’ un mix d’emozioni incredibili quello che noi “forestieri” tutti gli anni riportiamo a casa, l’allegria di ritrovare amici vecchi e nuovi, si mescola con la gioia di correre in un posto magico, Giorgio e Tiziana vengono addirittura dalla lontana Palermo per questo giorno di festa.

Ti appropri di una città favolosa attraversandola da attore, incontrando lo sguardo divertito dei turisti e dei veneziani che stupiti, pensano a chi possano essere quel branco di svitati colorati che attraversano l’ennesimo “sottoportego” di corsa e con un sorriso a 32 denti stampato in faccia.

Forse è la giornata di sole o forse la presenza di un numero così elevato d’amici, ma questa edizione è stata “perfetta” abbiamo fatto il circuito dello scorso anno al contrario…. forse :-)

E dico forse, perchè dopo un pò che giri per calli strettissime dove si passa uno alla volta, o sali e scendi per l’ennesimo ponte, ti perdi... e non sai più che zona pesti, tanto Venezia ha un grande vantaggio è tutta bella e tutta diversa, la puoi attraversare come la vuoi che comunque ti piace.

Abbiamo corso per 26 km e per quasi 4 ore con il classico arrivo dentro Piazza San Marco tutti assieme "ululanti" tra gli scatti dei turisti giapponesi.

Favolosi gli organizzatori Cristiano “Kapobecero”, Giorgio, Antonella hanno lavorato in maniera fantastica, organizzare un evento del genere è tutt’altro che facile, già solo organizzare una doccia per 100 persone deve essere un’impresa ardua.

Addirittura quest’anno, chi ha deciso di fare la camminata, ha avuto la figlia d’Antonella, Alessia che ha fatto da Cicerone e guida professionistica per i partecipanti.

Per non parlare del menù personalizzato.

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Questi momenti di festa e sport sono quelli che mi ripagano di qualsiasi fatica e mi fanno star bene per un pò, grazie ancora ragazzi per questa splendida giornata di sport e amicizia.

Dante